Piani di spostamento casa-lavoro, sicurezza stradale e formazione, con un approccio scientifico alle scelte di mobilità.
Gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità, con la direttiva CSRD (UE 2022/2464), riguardano un numero crescente di imprese, non più solo le grandi società quotate. La mobilità casa-lavoro tocca direttamente i pilastri Ambientale e Sociale, e può diventare un dato concreto da documentare.
Il bisogno di spostarsi da un punto A a un punto B è alla base di quasi ogni attività quotidiana.
Aziende, pubbliche amministrazioni, istituti scolastici, autoscuole, centri di istruzione automobilistica ed enti per la promozione della sicurezza stradale condividono la stessa esigenza: rendere più efficiente la mobilità delle persone che rappresentano.
Il Decreto Rilancio (D.L. 34/2020, convertito in Legge 77/2020) ha reso obbligatoria la figura del Mobility Manager per le imprese con oltre 100 dipendenti in area metropolitana, e la incentiva per le altre.
Grazie alla mia formazione specifica in ambito di Psicologia del Traffico, mi occupo della redazione del Piano Spostamento Casa-Lavoro (PSCL) e dell'analisi del personale per quanto riguarda le scelte di mobilità, con un taglio che tiene conto anche dell'impatto che esse hanno su stress e puntualità, non soltanto dell'aspetto ambientale.
Molte aziende riferiscono di avere già predisposto misure per una mobilità più sostenibile ed efficiente, come il car-pooling aziendale, ma di non vederle utilizzate dai dipendenti. Le infrastrutture e la logistica sono importanti, ma anche il fattore umano è fondamentale per capire perché le persone scelgono, o non scelgono, di cambiare le proprie abitudini di mobilità.
Come mostra il video, l'utilità percepita dal lavoratore si limita spesso a una questione economica, il risparmio sul carburante, mentre i benefici sono ben più ampi. Il problema è che non li vede finché non li sperimenta. Il car-pooling non può diventare un obbligo, ma chi lo ha provato difficilmente torna indietro volentieri, proprio perché ha visto di persona ciò che prima non vedeva.
Attraverso le evidenze scientifiche più aggiornate, e con l'impiego della tecnologia più adatta a seconda delle necessità e delle disponibilità, è possibile lavorare per cambiare la cultura della mobilità. Un intervento di questo tipo potrebbe promuovere il benessere dei lavoratori, riducendo lo stress associato alla guida durante l'attività lavorativa, e potrebbe avere effetti cumulativi sull'intera collettività urbana: lo stesso numero di persone in circolazione, ma con meno auto private occupate da una sola persona, città più sgombre e tempi di percorrenza ridotti anche per chi lavora nel trasporto merci.
I livelli di consulenza
Molte aziende non sanno bene a quale figura rivolgersi per la mobilità del personale, e finiscono per pensare solo in termini di logistica e infrastrutture. Il nodo, però, è spesso comportamentale: anche quando gli strumenti giusti sono già disponibili, resta da capire perché le persone li usano poco, o non li usano affatto. È qui che si inserisce il mio lavoro, ad affiancare la componente logistica, non a sostituirla.
Una fotografia chiara della situazione attuale, costruita raccogliendo dati concreti sulle abitudini di spostamento del personale. Il risultato è un quadro dei punti di forza e delle criticità, senza ancora entrare nel merito delle soluzioni. È il punto di partenza più naturale per chi vuole prima capire dove si trova, e decidere solo in un secondo momento come muoversi.
Comprende la stessa raccolta dati del livello precedente, con in più una lettura sintetica delle priorità emerse, utile per orientarsi tra le criticità individuate. Non comprende invece la progettazione dell'intervento vero e proprio, la quale rimane indicata solo nelle sue linee generali.
A partire da una diagnosi, già fatta o da svolgere, piuttosto che da una necessità già chiara, si mira a raggiungere obiettivi concreti concordati, quali la redazione del Piano di Spostamento Casa-Lavoro, oppure un percorso di formazione mirato su una criticità specifica, per esempio il coordinamento tra turni e tragitti di lavoratori che potrebbero condividere l'auto per raggiungere la sede, ma che oggi sembrano avere impegni incompatibili. È il livello pensato per chi ha già capito dove intervenire, e cerca una risposta operativa concreta.
Un percorso esteso nel tempo, che affianca l'azienda nell'attuazione delle misure scelte. Prevede una nuova raccolta dati per misurare l'evoluzione rispetto alla fotografia iniziale, l'aggiornamento periodico dei dati utili alla rendicontazione di sostenibilità, e la possibilità di estendere la formazione a più team o sedi. Questo livello consente sia di quantificare l'efficacia degli interventi, sia di coglierne i trend e creare proiezioni utili a orientare le decisioni future, tanto in finestre temporali a breve-medio termine quanto in quelle a lungo termine.
I diversi livelli possono essere combinati in un percorso su misura, definito insieme durante un primo colloquio conoscitivo.
Valuto l'idoneità alla guida e progetto percorsi di training per gruppi di utenti della strada con diversi livelli di propensione al rischio.
Pianifico e realizzo percorsi di formazione rivolti alla popolazione generale, orientati a una guida più sicura e consapevole.
Progetto moduli formativi sulla consapevolezza dell'idoneità fisica e mentale alla guida, all'interno dei percorsi per la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC).
Progetto interventi rivolti a scuole di ogni ordine e grado, enti di istruzione automobilistica, aziende e categorie di trasportatori, per migliorare la sicurezza stradale e promuovere spostamenti più sostenibili.
Sviluppo e conduco percorsi di formazione per la regolazione emotiva alla guida, con particolare attenzione alla rabbia al volante.