Vittorio Benvenuto Ricerca Applicata

Ricerca applicata

Due ricerche condotte in prima persona, applicate a due ambiti diversi del mio percorso: le organizzazioni e la sicurezza stradale. Seleziona un ambito per leggerne il dettaglio.

Risorse Umane

Intelligenza Emotiva di Tratto e Qualità della Vita Professionale nelle professioni d'aiuto

"Promuovere la Qualità della Vita Professionale nelle professioni d'aiuto: il ruolo dell'Intelligenza Emotiva di Tratto" — Primo Autore, in collaborazione con I.P.A.B. Luigi Mariutto, Mirano (VE) · 2025

Ricerca in ambito HR

Intelligenza Emotiva di Tratto e Qualità della Vita Professionale

Come primo autore, ho condotto uno studio su 97 professionisti dell'I.P.A.B. Luigi Mariutto (OSS, infermieri e altre figure a contatto con gli ospiti), per capire come l'Intelligenza Emotiva di Tratto influisca sulla Qualità della Vita Professionale: da un lato la Soddisfazione da Compassione, cioè la gratificazione che si trae dal proprio lavoro di cura, dall'altro la Fatica da Compassione, che comprende Burnout e Stress Traumatico Secondario. I risultati mostrano l'intelligenza emotiva come una risorsa concreta e allenabile, utile sia per prevenire l'esaurimento professionale sia per aumentare l'appagamento di chi lavora nelle professioni d'aiuto.

97
professionisti coinvolti (OSS, infermieri, altri ruoli)
3
gruppi professionali messi a confronto
3
ipotesi di ricerca testate
-.69
correlazione tra intelligenza emotiva e burnout
TEIQue-SF e ProQoL-5: gli strumenti di misura

Trait Emotional Intelligence Questionnaire – Short Form (TEIQue-SF): 30 item su scala Likert a 7 punti, che restituiscono un punteggio globale di Intelligenza Emotiva di Tratto e quattro dimensioni — Benessere, Autocontrollo, Emotività, Socievolezza — più due sfaccettature indipendenti, Adattabilità e Automotivazione, secondo il modello di Petrides e Furnham.

Professional Quality of Life Scale (ProQoL-5): 20 item su scala Likert a 5 punti per la Fatica da Compassione, suddivisi in due sottoscale — Burnout e Stress Traumatico Secondario — più 10 item per la Soddisfazione da Compassione.

Questionario socio-demografico: raccoglie ruolo professionale e ore lavorate a settimana, oltre ai dati anagrafici di base. Compilazione su modulo cartaceo o tramite un Google Form identico nei contenuti.

Metodologia

Disegno tra i soggetti (between-subjects): ogni partecipante ha risposto una sola volta al questionario, e i punteggi sono stati confrontati tra i tre gruppi professionali (OSS, infermieri, altri ruoli).

  • 101 professionisti reclutati, 4 esclusi come valori anomali (oltre 2,5 deviazioni standard dalla media); campione finale di 97 partecipanti (64 OSS, 9 infermieri, 24 altri ruoli), 75 donne, età media 48,75 anni
  • Raccolta dati tramite questionario cartaceo o Google Form identico, in un contesto di cura residenziale per anziani (RSA)
  • Numero di ore lavorate a settimana controllato tra le variabili, ma escluso dalle analisi successive perché non correlato in modo significativo agli esiti
Analisi statistiche e modelli

Tutte le analisi sono state condotte in R. Prima delle regressioni, la collinearità tra i predittori è stata verificata con il Generalized Variance Inflation Factor (GVIF), escludendone la presenza; la normalità dei residui è stata confermata con il test di Shapiro-Wilk per tutti e tre i modelli.

  • Regressioni lineari multiple selezionate con un approccio data-driven basato sull'Akaike Information Criterion (AIC), una per ciascun esito: Soddisfazione da Compassione, Burnout e Stress Traumatico Secondario
  • Contrasti di Helmert sul Ruolo professionale, per confrontare prima OSS e infermieri tra loro, poi il gruppo Altro con OSS e infermieri considerati insieme
  • Effetto di interazione tra punteggio globale di Intelligenza Emotiva e Ruolo professionale, testato nel modello sul Burnout
  • Analisi di correlazione preliminare tra tutte le dimensioni della TEI, gli esiti di Qualità della Vita Professionale e le ore lavorate
Risultati principali e implicazioni pratiche

Il Benessere e, ancor più, l'Emotività predicono positivamente la Soddisfazione da Compassione: chi riconosce e gestisce meglio le proprie emozioni trae maggiore gratificazione dal lavoro di cura, in particolare tra OSS e infermieri rispetto alle altre figure professionali.

Il punteggio globale di Intelligenza Emotiva è un predittore negativo del Burnout, con un effetto protettivo più marcato per gli OSS che per gli infermieri: questi ultimi, nel campione analizzato, presentano già livelli di Burnout significativamente più contenuti.

Per lo Stress Traumatico Secondario, sono il Benessere e soprattutto l'Autocontrollo a fungere da fattori protettivi, a indicare che la capacità di regolare i propri impulsi e di gestire lo stress riduce concretamente pensieri intrusivi e ipervigilanza.

Sul piano applicativo, questi risultati indicano che investire in percorsi di formazione sull'intelligenza emotiva — anche brevi, mirati e strutturati — può ridurre il rischio di burnout e aumentare la soddisfazione professionale nelle organizzazioni che operano nelle professioni d'aiuto.

Traffico e Trasporti

Eye tracking, Intelligenza Emotiva ed Empatia alla guida in un simulatore VR

Tesi di Laurea Magistrale in Psicologia Cognitiva Applicata — Università degli Studi di Padova (relatrice: prof.ssa Mariaelena Tagliabue) · 2024–2025

Guida simulata (VR)

Intelligenza Emotiva, Empatia e comportamento oculare alla guida

La mia tesi magistrale ha analizzato il comportamento visivo di 52 motociclisti in un simulatore di guida, confrontando un percorso a bassa densità di traffico con uno ad alta densità in cui erano inserite scene di rischio (un pedone che attraversa all'improvviso, un ostacolo in rotatoria, un veicolo che ostruisce la carreggiata). L'obiettivo era capire se e come i punteggi di Intelligenza Emotiva ed Empatia dei partecipanti si associno a strategie visive diverse — dove guardano, quanto a lungo, con quale ampiezza di esplorazione — nei momenti di maggiore carico cognitivo. I dati raccolti sono utilizzabili sia per calibrare sistemi di assistenza alla guida (ADAS) sensibili al carico cognitivo, sia per progettare programmi di formazione alla guida difensiva.

52
partecipanti, 19–46 anni
2
percorsi sperimentali a confronto
4
ipotesi sperimentali testate
5
scene di rischio inserite nel percorso
Simulatore di guida e tecnologia di tracciamento oculare

Simulatore di guida Lander: un motociclo montato su una pedana con meccanismi di beccheggio e rollio, davanti a tre schermi che offrono un campo visivo a 150°. Consente di personalizzare traffico, meteo, luminosità e di inserire scene di rischio in punti precisi del percorso.

Occhiali eye-tracking SMI ETG 2 wireless: indossabili, con tracciamento binoculare fino a 120 Hz e un'accuratezza di 0,5°, usati per misurare dilatazione pupillare, ammiccamenti e movimenti saccadici durante la guida.

Batteria di questionari psicometrici (compilati online prima della prova): Trait Meta-Mood Scale (TMMS), Basic Empathy Scale (BES) e Trait Emotional Intelligence Questionnaire – Short Form (TEIQue-SF), oltre a un questionario socio-demografico.

Metodologia

Disegno sperimentale entro i soggetti, con due percorsi somministrati in ordine bilanciato tra i partecipanti: uno a bassa densità di traffico e senza scene di rischio, l'altro ad alta densità con cinque scene di rischio inserite lungo il tragitto (es. un tombino aperto, un pedone che attraversa d'improvviso, un veicolo che ostruisce una rotatoria).

  • Campione di 52 partecipanti (28 donne), tutti patentati B da almeno un anno e con almeno 1.000 km percorsi nell'ultimo anno
  • Raccolta dati in due fasi: questionari online, poi sessione di guida simulata in laboratorio
  • Calibrazione dell'eye-tracker prima di ogni percorso sperimentale
  • Studio approvato dal Comitato Etico per la ricerca psicologica dell'Università di Padova
Analisi statistiche e modelli

Analisi di potenza a priori con G*Power, per stimare la numerosità campionaria necessaria a rilevare effetti di entità media; tutte le analisi statistiche sono state condotte con IBM SPSS (v29).

  • ANOVA/MANOVA a misure ripetute, per confrontare i parametri oculari tra i due percorsi
  • Regressioni lineari multiple, per verificare l'effetto dei punteggi di Intelligenza Emotiva ed Empatia sul comportamento visivo e di guida
  • Analisi di correlazione tra parametri oculari, punteggi ai questionari e variabili estratte dal simulatore
  • Video-analisi automatizzata con YOLO v11 (modello di deep learning per il riconoscimento di oggetti, sottoposto a fine-tuning) per tracciare auto, moto, biciclette e pedoni nel campo visivo e incrociarli con il punto di fissazione dello sguardo
Risultati principali e applicazioni pratiche

La presenza di scene di rischio aumenta il carico cognitivo dei conducenti, rilevabile in tempo reale tramite dilatazione pupillare e durata delle saccadi. Una maggiore empatia cognitiva si associa a un'esplorazione visiva più ampia dell'ambiente stradale, utile per accorgersi anche di pedoni e ciclisti; buoni livelli di autocontrollo emotivo e di chiarezza nel riconoscere i propri stati emotivi si associano invece a un'attenzione più mirata sugli stimoli rischiosi e a una guida più stabile.

Sul piano applicativo, questi risultati indicano che il rilevamento dei parametri oculari può contribuire a sistemi di sicurezza alla guida (ADAS) sensibili al carico cognitivo del conducente, e che i programmi di formazione alla guida difensiva possono trarre beneficio dall'includere moduli di sviluppo dell'empatia e di regolazione emotiva.